Roma, 12 aprile 2026
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Minaccia i giornalisti mentre è ai domiciliari: finisce in carcere dopo il servizio TV

Uomo ai domiciliari aggredisce una troupe TV a Roma: trasferito a Rebibbia dopo le minacce riprese durante un servizio giornalistico

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Minaccia i giornalisti mentre è ai domiciliari: finisce in carcere dopo il servizio TV

Ha violato gli arresti domiciliari in modo plateale, arrivando a minacciare una troupe televisiva davanti alle telecamere. Una condotta che è costata cara a un uomo di 63 anni del litorale romano, per il quale si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia.

L’aggressione

Tutto è accaduto durante la realizzazione di un servizio della trasmissione Fuori dal Coro, in onda su Rete 4 e condotta da Mario Giordano. La giornalista Mary Tagliazucchi si trovava nel quartiere per documentare alcune situazioni legate alle occupazioni abusive, quando l’uomo ha deciso di intervenire.

Nonostante fosse sottoposto a una misura cautelare per reati legati alla droga e contro il patrimonio, il 63enne è sceso in strada, dimenticando di fatto gli obblighi imposti dai domiciliari. Davanti alle telecamere ha dato vita a una scena concitata: prima urla, poi minacce dirette alla troupe, fino a costringere i giornalisti ad allontanarsi per evitare che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

L’intera sequenza è stata ripresa e successivamente trasmessa, diventando un elemento chiave per gli sviluppi giudiziari. Quelle immagini, infatti, non sono passate inosservate alle forze dell’ordine.

Continuano le indagini

Gli investigatori hanno immediatamente segnalato l’episodio all’autorità giudiziaria competente. La violazione delle prescrizioni imposte all’uomo è apparsa evidente: uscire di casa senza autorizzazione e assumere un comportamento aggressivo in pubblico è stato ritenuto incompatibile con il regime degli arresti domiciliari.

La decisione è arrivata in tempi rapidi. La magistratura ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, trasformando i domiciliari in custodia in carcere. Un provvedimento motivato dalla necessità di prevenire ulteriori comportamenti pericolosi e garantire il rispetto delle regole.

L’esecuzione del provvedimento è stata affidata agli agenti del X Distretto Lido della Polizia di Stato, che hanno rintracciato il 63enne e lo hanno accompagnato presso il penitenziario romano.

La vicenda evidenzia ancora una volta come comportamenti apparentemente impulsivi possano avere conseguenze immediate e rilevanti, soprattutto quando si è già sottoposti a restrizioni della libertà personale. In questo caso, la scelta di esporsi pubblicamente e in modo aggressivo ha trasformato un episodio televisivo in un elemento determinante per il ritorno in carcere.

Un passaggio rapido, dal video alla cella, che sottolinea l’importanza del rispetto delle misure cautelari e il ruolo delle immagini come prova nei procedimenti giudiziari.


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