Roma, 8 ottobre 2026
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Lazio, 605 minori vittime di reato nel 2025: maltrattamenti in famiglia nel 39% dei casi. E l’84% delle vittime di reati sessuali è femmina

Nel Lazio il dato scende dell’11% in un anno, ma in Italia le vittime raggiungono un nuovo record: 7.272. Terre des Hommes: «Prevenzione, protezione e servizi territoriali sono indispensabili»

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 3'
Lazio, 605 minori vittime di reato nel 2025: maltrattamenti in famiglia nel 39% dei casi. E l’84% delle vittime di reati sessuali è femmina

Sono 605 i minori vittime di reato nel Lazio nel 2025. Un numero in calo dell’11 per cento rispetto all’anno precedente, quando le vittime erano 680, e in controtendenza rispetto al dato nazionale, che nello stesso periodo registra invece un lieve aumento dell’1 per cento. Ma dietro il calo regionale resta una fotografia pesante: quasi quattro vittime su dieci nel Lazio hanno subito maltrattamenti in famiglia, mentre tra le vittime di reati sessuali la componente femminile arriva all’83,9 per cento. I dati sono stati elaborati dal servizio Analisi criminale della direzione centrale della polizia criminale e diffusi da Terre des Hommes nell’ambito del Dossier indifesa 2026, presentato a Roma nella sede dell’Anci in vista della Giornata internazionale delle bambine, in programma l’11 ottobre. La quota dei minori vittime sul totale della popolazione minorile laziale è pari allo 0,07 per cento. Sul totale regionale, il 60,5 per cento delle vittime è femmina.

Nel Lazio 174 vittime di reati sessuali

È soprattutto il dato sulla violenza sessuale a evidenziare la forte componente di genere. Nel 2025 nel Lazio sono state 174 le vittime di reati sessuali, pari al 28,8 per cento del totale dei minori vittime di reato. Di queste, l’83,9 per cento è di sesso femminile. Il reato più diffuso, però, resta quello dei maltrattamenti in famiglia, con 236 vittime, pari al 39 per cento del totale regionale. Un dato che porta dentro le mura domestiche il cuore di una parte consistente delle violenze subite da bambini, bambine e adolescenti.

In Italia nuovo record: 7.272 vittime

A livello nazionale il quadro è ancora più preoccupante sul lungo periodo. Nel 2025 i minori vittime di reato sono stati 7.272, il dato più alto mai registrato. L’aumento rispetto al 2024 è contenuto: 68 vittime in più, circa l’1 per cento. Ma rispetto al 2015 l’incremento arriva al 43 per cento, con 2.192 vittime in più. Anche in Italia il reato più numeroso è quello dei maltrattamenti in famiglia, con 3.008 vittime, pari al 41,4 per cento del totale. Nel 2024 erano 2.975, mentre nel 2015 erano 1.442: significa un aumento dell’1 per cento in un anno e del 109 per cento in dieci anni, con un numero di vittime più che raddoppiato. Seguono la violenza sessuale, con 881 vittime, e la violenza sessuale aggravata, con 664: insieme arrivano a 1.545 vittime. Il terzo reato più diffuso è l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637 vittime. Maltrattamenti, violenze sessuali e abbandono raccolgono complessivamente 5.190 vittime, il 71,4 per cento del totale: oltre sette minori vittime di reato su dieci.

Otto vittime su dieci dei reati sessuali sono bambine o ragazze

La componente femminile emerge con ancora maggiore forza guardando alle sette fattispecie di reato di natura sessuale considerate dal dossier: violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico. Nel complesso sono 2.451 le vittime di questi reati, di cui 2.024 femmine: l’82,6 per cento. Bambine e ragazze rappresentano l’87 per cento delle vittime di violenza sessuale e l’86 per cento di quelle di violenza sessuale aggravata. Sono il 79 per cento delle vittime di atti sessuali con minorenne, il 76 per cento nella prostituzione minorile, il 79 per cento nella detenzione di materiale pornografico, il 71 per cento nella pornografia minorile e il 65 per cento nella corruzione di minorenne. Anche nei maltrattamenti in famiglia, pur con una prevalenza meno marcata, la componente femminile è maggioritaria: nel 2025 bambine e ragazze rappresentano il 54 per cento delle vittime.

Crescono abbandono, sottrazione e abuso dei mezzi di correzione

Il dossier segnala inoltre l’aumento di altri reati che chiamano direttamente in causa la responsabilità degli adulti nella cura e nella protezione dei minori. Le vittime di abbandono di persone minori o incapaci sono state 637, in crescita del 10 per cento rispetto al 2024 e del 56 per cento rispetto al 2015. I casi di sottrazione di persone incapaci sono 311: +12 per cento in un anno e +23 per cento rispetto a dieci anni fa. Sono invece 360 le vittime dell’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, il 4 per cento in più rispetto al 2024 e il 35 per cento in più rispetto al 2015.

Manfredi: «I Comuni sono il primo presidio»

I numeri sono stati presentati nel corso dell’incontro organizzato da Terre des Hommes nella sede Anci. Presenti il presidente Anci e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il vice direttore generale della Pubblica sicurezza e direttore centrale della polizia criminale prefetto Raffaele Grassi, la responsabile Area welfare e politiche sociali Anci Annalisa D’Amato, la data journalist e componente del comitato scientifico del Dossier indifesa Donata Columbro, il direttore scientifico Asvis Enrico Giovannini e il direttore generale di Terre des Hommes Paolo Ferrara.

«I dati del Dossier indifesa 2026 ci restituiscono una fotografia nitida e drammatica: la prevenzione e il contrasto alla violenza sui minori non possono prescindere dalla centralità dei territori», ha dichiarato Manfredi. «I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale e più prossimo alla vita quotidiana di bambini, bambine e famiglie». Per il presidente Anci è nelle comunità locali, «nelle scuole, nei servizi sociali, negli spazi aggregativi e sportivi», che si gioca la possibilità di far emergere precocemente i segnali di disagio e costruire una rete di protezione. Proprio in questa direzione nasce il protocollo d’intesa tra Anci e Fondazione Terre des Hommes Italia, la cui firma è stata annunciata nel corso dell’incontro. L’intesa punta a rafforzare il ruolo dei Comuni nella promozione dei diritti, nella prevenzione della violenza e nella protezione di bambine, bambini e adolescenti, mettendo a sistema competenze, risorse e buone pratiche territoriali.

Grassi: «Unire le forze e le rispettive competenze»

Per il prefetto Grassi, l’azione di contrasto alla violenza sui minori deve essere «globale». Il dipartimento della Pubblica sicurezza, ha spiegato, continuerà a sostenere anche le iniziative promosse dai sindaci, nella consapevolezza che su fenomeni complessi «i risultati si possono ottenere unendo le forze e le rispettive competenze». La strada indicata è quella dei tavoli di lavoro territoriali, nei quali mettere insieme esperienze e competenze per definire piani comuni di intervento. «L’argomento è inserito all’ordine del giorno sui tavoli di tutte le prefetture italiane», ha aggiunto Grassi, con il coinvolgimento non solo delle forze di polizia ma anche degli attori istituzionali locali.

Terre des Hommes: «Non basta la denuncia»

«Di fronte a questi numeri il lavoro di organizzazioni come la nostra non può limitarsi alla denuncia e all’indignazione», sottolinea Ferrara. L’obiettivo indicato è una strategia nazionale «stabile, finanziata e misurabile», capace di tenere insieme prevenzione, emersione precoce, protezione, presa in carico e repressione. «Dobbiamo, in particolare, investire sulla prevenzione a partire dalla scuola e dai luoghi frequentati dai minorenni, sostenere concretamente le famiglie e rafforzare i servizi territoriali, rendere il web uno spazio più sicuro», spiega Ferrara.

La campagna indifesa compie 15 anni

La campagna indifesa di Terre des Hommes è nata nel 2012, in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze, con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze e sull’importanza della loro protezione. Nel 2025 sono state 525.279 le bambine e ragazze beneficiarie dirette dei progetti di Terre des Hommes nel mondo, dedicati all’educazione inclusiva di qualità, alla prevenzione dei matrimoni e delle gravidanze precoci, al contrasto dello sfruttamento lavorativo, alla protezione di bambine e bambini rifugiati e alla tutela delle ragazze vittime di abusi e violenze. In Italia la Fondazione collabora con scuole, federazioni sportive e istituzioni per attività di formazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di favorire la partecipazione giovanile e il protagonismo delle nuove generazioni sui temi della discriminazione e della violenza di genere.

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