
Con 5 mila spettatori e spettatrici si è chiusa a Roma la sesta edizione del Festival di Film di Villa Medici, la manifestazione dell’Accademia di Francia dedicata all’incontro tra cinema e arte contemporanea. Il Premio Villa Medici per il Miglior Film 2026 è stato assegnato a Marie Madeleine della regista haitiana Gessica Généus. Il Premio della Giuria è andato invece a Tutti Frutti di Céline Sciamma, mentre The Apple Doesn’t Fall… di Dean Wei ha ricevuto la Menzione speciale.
L’edizione 2026, svoltasi dal 16 al 20 settembre, è stata dedicata alla memoria di Lili Hinstin, scomparsa quest’anno. Dodici i film selezionati per la competizione internazionale, giudicati da una giuria composta da Zar Amir Ebrahimi, Rosa Barba e Radu Jude.
Il riconoscimento principale, accompagnato da un contributo di 5 mila euro e dalla possibilità per la regista di svolgere una residenza a Villa Medici, è stato assegnato a Marie Madeleine, coproduzione tra Francia, Haiti, Belgio, Lussemburgo e Canada diretta da Gessica Généus.
Il film è ambientato a Jacmel, ad Haiti, e racconta l’incontro tra Marie Madeleine, una donna che vive di prostituzione, e Joseph, un giovane evangelista. Il loro rapporto mette progressivamente in discussione fede, morale, desiderio e ricerca della libertà.
«Per la sua esplorazione di ciò che accade quando la fede diventa al tempo stesso un rifugio e una prigione, quando la morale si trasforma in un'arma e quando il desiderio di libertà inizia a scuotere tutto ciò che ci è stato insegnato a credere; per il coraggio della sua visione e la straordinaria umanità del suo cinema, il Premio Villa Medici per il Miglior Film va a Marie Madeleine di Gessica Généus.»
Attrice, regista e produttrice haitiana, Généus ha fondato Ayizan Production per promuovere e produrre cinema ad Haiti. Dopo il documentario Douvan jou ka leve del 2017, nel 2021 il suo lungometraggio Freda è stato presentato a Cannes.
Il Premio della Giuria, del valore di 3 mila euro e accompagnato anche in questo caso dalla possibilità di una residenza a Villa Medici, è stato assegnato a Tutti Frutti di Céline Sciamma.
Il film, della durata di 40 minuti, è un lavoro inedito realizzato nell’ambito della collezione Où en êtes-vous ? del Centre Pompidou. Sciamma costruisce un diario filmato a partire dal proprio archivio personale, mettendo insieme frammenti che spaziano dall’intelligenza artificiale all’Asmr, fino all’impegno politico e al processo di Adèle Haenel.
«Per il suo rifiuto della logica del “sempre di più”, per la sua capacità di intrecciare il politico e il personale, la storia e il presente, il cinema, la pittura, la letteratura, la musica e persino TikTok, e per il suo modo così originale di incarnare il desiderio di Stan Brakhage di vedere il cinema professionale ispirarsi agli amatori, il Premio della Giuria va a Tutti Frutti di Céline Sciamma.»
Sciamma, diplomata in sceneggiatura alla Fémis, ha esordito alla regia nel 2007 con Naissance des pieuvres, seguito da Tomboy e Bande de filles. Nel 2019 Ritratto della giovane in fiamme ha vinto il premio per la sceneggiatura al Festival di Cannes.
La Menzione speciale della giuria è andata a The Apple Doesn’t Fall… di Dean Wei, cortometraggio di 19 minuti prodotto tra Francia e Cina.
Il film segue un padre, una madre e una figlia adolescente all’interno della stessa casa, dove ciascuno porta avanti la propria routine senza che i loro percorsi riescano davvero a incontrarsi. Una costruzione che unisce cinema, teatro, danza contemporanea e riferimenti ai rotoli dipinti.
«Per la sua messa in scena della complessità, spesso taciuta, delle relazioni familiari, per il suo linguaggio cinematografico singolare e di una profonda acutezza, la giuria assegna una Menzione Speciale a The Apple Doesn’t Fall di Dean Wei.»
Nato in Germania e diplomato alla Beijing Film Academy, Wei vive oggi a Pechino e lavora come regista, compositore e direttore della fotografia. Il suo precedente Extracurricular Activity, realizzato con Xu Yidan, era stato selezionato alla Berlinale Shorts 2025.
Nato nel 2021, il Festival di Film di Villa Medici indaga le contaminazioni tra cinema e arte contemporanea, con opere che sperimentano nuove forme narrative e nuovi modi di lavorare sull’immagine in movimento.
Per cinque giorni gli spazi dell’Accademia di Francia a Roma hanno ospitato proiezioni e incontri con autori e artisti. L’edizione dedicata a Lili Hinstin si è conclusa con il dato record di 5 mila presenze.
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