
Dalla Cina a Roma, passando per una medaglia d’argento. Il team Spqr della Sapienza Università di Roma è stato tra i protagonisti dei World Humanoid Robot Games 2026 di Pechino, arrivando fino alla finale del torneo di calcio con robot umanoidi. La squadra sarà poi tra i partecipanti della RoboCup di Maker Faire Rome, in programma dal 23 al 25 ottobre al Gazometro Ostiense.
La competizione romana sarà il primo torneo italiano di calcio riservato ai robot umanoidi sotto l’egida della RoboCup internazionale, nata nel 1997. Università, laboratori e centri di ricerca si confronteranno con squadre formate da cinque robot capaci di giocare in maniera totalmente autonoma.
A Pechino il gruppo della Sapienza è riuscito ad arrivare fino all’ultimo atto della competizione, disputato all’Ice Ribbon Stadium. Secondo quanto riportato nella nota, Spqr è stato l’unico team non cinese rimasto in gara negli ultimi tre giorni della competizione.
La squadra fa capo al dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale della Sapienza, che partecipa alle competizioni RoboCup dal 1998. È guidata dall’ingegnere e ricercatore Vincenzo Suriani e comprende Valerio Spagnoli, Michele Brienza, Eugenio Bugli e John Marcelo.
In finale Spqr è stato battuto dai Tsinghua Hephaestus della Tsinghua University, squadra campione della Large Division di RoboCup 2026. Il risultato ha comunque consegnato al gruppo romano la medaglia d’argento.
«Siamo davvero molto soddisfatti di quello che abbiamo fatto in Cina con Spqr. Il secondo posto in questa Olimpiade è un risultato davvero importante», spiega Vincenzo Suriani.
Il ricercatore sottolinea soprattutto il valore del risultato ottenuto contro squadre cinesi particolarmente competitive.
«Il nostro è stato l’unico team non cinese in gara fino alla fine nella divisione calcistica con robot di grandi dimensioni, con la finale che ha chiuso l’intero evento cinese».
La RoboCup non è soltanto una competizione sportiva. Il calcio diventa infatti un banco di prova per tecnologie di visione artificiale, locomozione bipede, equilibrio, localizzazione e decision making autonomo. Hardware e software vengono testati in condizioni reali, mentre i robot devono muoversi e prendere decisioni senza intervento umano.
«La RoboCup, da anni, lavora per l’integrazione dell’intelligenza artificiale con la robotica, producendo metodologie che poi possono venir utilizzate in applicazioni fuori dal dominio calcistico, nelle applicazioni più disparate», spiega Suriani.
Negli ultimi anni, aggiunge il ricercatore, il team ha lavorato con strumenti sempre più evoluti e con una maggiore capacità computazionale, migliorando parallelamente i sistemi di percezione e di decisione dei robot.
«Non vediamo l’ora di partecipare alla RoboCup di Maker Faire Rome a ottobre», conclude Suriani.
Durante la Maker Faire Rome il pubblico potrà assistere direttamente alle partite. La RoboCup riunirà team italiani e internazionali e presenterà anche piattaforme di nuova generazione, alcune delle quali, secondo gli organizzatori, mai mostrate prima in Europa.
L’appuntamento sarà quindi anche l’occasione per rivedere in campo a Roma il team Spqr della Sapienza, reduce dall’argento conquistato alle Olimpiadi dei Robot Umanoidi di Pechino.
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