
Due ordigni rudimentali sono esplosi nella notte tra lunedì 2 e martedì 3 novembre davanti a un bar di via Massa San Giuliano, a Castelverde, nella periferia est di Roma. La deflagrazione è avvenuta intorno alle 4 di martedì 3 novembre e ha danneggiato la saracinesca e l’area esterna dell’attività commerciale. Non risultano persone ferite. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di San Vittorino e i vigili del fuoco, dopo una segnalazione arrivata al numero di emergenza 112. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’esplosione e individuare eventuali responsabili. Al momento non sono stati resi noti elementi sul possibile movente.
L’episodio di Castelverde arriva dopo un’altra notte di esplosioni nella Capitale. Nella notte tra il primo e il 2 novembre, infatti, due ordigni rudimentali erano esplosi a Tor Bella Monaca, nell’androne di un palazzo di via Giacomo Galopini, e a Casal Bruciato, all’ingresso di un altro edificio. In entrambi i casi si erano registrati danni agli stabili, ma nessun ferito. Le nuove deflagrazioni si inseriscono in una sequenza di episodi che dalla fine di agosto sta interessando soprattutto la periferia orientale della città. Tra il 28 e il 30 agosto, tre ordigni erano esplosi tra Grotte Celoni, la via Casilina e Torre Maura, colpendo attività commerciali. Nello stesso periodo era stata presa di mira anche un’autoconcessionaria lungo la Casilina, già raggiunta da precedenti esplosioni.
La serie è proseguita a ottobre. Nella notte tra il 3 e il 4 ottobre un ordigno aveva danneggiato un autonoleggio alla Borghesiana. Poche ore dopo erano esplose due bombe carta davanti a una sala slot all’Alessandrino e a un’enoteca nel quartiere Don Bosco. Tra il 5 e il 6 ottobre un’altra deflagrazione aveva interessato un palazzo di via Filottrano, a San Basilio. Nei giorni successivi era stata colpita anche una concessionaria in via dei Platani, a Centocelle. Dal 24 agosto al 25 ottobre, quindi nel giro di due mesi, sono stati registrati 16 ordigni esplosi a Roma, tra attività commerciali, autorimesse e condomini. Gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti tra i diversi episodi e non escludono che alcune esplosioni possano inserirsi in dinamiche criminali legate al controllo del territorio e delle piazze di spaccio. Si tratta, tuttavia, di ipotesi investigative e non è stato accertato che tutti gli attentati abbiano una matrice comune. Anche l’esplosione di Castelverde sarà ora al vaglio degli inquirenti, chiamati a chiarire se il nuovo episodio sia riconducibile alla stessa sequenza o se si tratti di un fatto isolato.
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