Roma, 13 ottobre 2026
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A Roma la protesta dei riders: «Servono paghe più alte, il costo della benzina è raddoppiato»

«Non è più tollerabile che un settore strategico e in continua espansione come quello del food delivery continui a reggersi sullo sfruttamento, sulla mancanza di tutele basilari e sull'assenza di regole certe»

di Titty Santoriello Indiano TEMPO DI LETTURA 2'
A Roma la protesta dei riders: «Servono paghe più alte, il costo della benzina è raddoppiato»

Benzina sempre più cara, vita sempre più costosa e compensi troppo bassi per percorsi lunghissimi. Per questo i riders romani si sono riuniti oggi, martedì 13 ottobre, in piazza Vittorio per il flash mob organizzato dal Nidil Cgil Roma e Lazio, la categoria della Cgil che rappresenta i lavoratori atipici. Un presidio per denunciare le condizioni precarie di lavoro e per rilanciare la mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici digitali della consegna.

Le rivendicazioni

I lavoratori lamentano in primo luogo il costo del carburante che pesa soprattutto su chi consegna in motorino, e l'aumento generale del costo della vita. A questo si aggiungono paghe giudicate troppo basse a fronte di tragitti lunghissimi.

«Raddoppiato il costo della benzina»

Yusuf lavora con la moto e racconta come sono cambiati le spese in pochi mesi:

«Sei mesi fa, quando la benzina costava meno, riempivo il serbatoio con sette euro, ora ne servono 15. Intanto cresce l'inflazione che incide sia sul costo dei carburanti sia sul costo della vita. Prima la mia spesa era di 200 euro al mese, ora sarà di 300, 350 euro: un effetto importante sulla vita quotidiana», racconta.

Malik chiede un aumento dei compensi:

«Una consegna di un chilometro andrebbe pagata più di 5 euro. Non ci danno la liquidazione, non abbiamo garanzie: bisogna aumentare il compenso», sottolinea Malik.

Cgil: «Serve un contratto nazionale contro lo sfruttamento»

Per il sindacato non può più accadere che il food delivery, settore in continua espansione, continui a reggersi su sfruttamento e mancanza di regole.

«Non è più tollerabile che un settore strategico e in continua espansione come quello del food delivery continui a reggersi sullo sfruttamento, sulla mancanza di tutele basilari e sull'assenza di regole certe», commenta la Cgil.

La richiesta è un Contratto nazionale che riconosca diritti stabili e un salario giusto, e che metta fine alla «giungla contrattuale che penalizza i riders».

L'appello: sabato 17 ottobre in piazza

Il Nidil Cgil sottolinea che l'impegno non si esaurisce nella vertenza territoriale. «Le rivendicazioni dei riders di Roma e del Lazio sono parte di una battaglia generale contro la precarietà e lo sfruttamento del lavoro povero», aggiunge il sindacato spiegando che l'assemblea di stamattina è anche un appello rivolto alla cittadinanza, ai movimenti e al mondo del lavoro. L'invito è a partecipare, sabato 17 ottobre, alla manifestazione nazionale «per pretendere dignità, sicurezza e un futuro senza ricatti»

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